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Parti sempre dai dati del veicolo: marca, modello, anno, cilindrata, potenza, codice motore e tipo di alimentazione. La cinghia dentata deve corrispondere alla motorizzazione esatta, perché profilo, numero denti e percorso possono cambiare anche tra versioni simili.
Confronta il codice OE indicato dal costruttore con quello riportato nella scheda del ricambio. Se non lo hai, usa targa o VIN e verifica codice motore, anno di produzione e varianti tecniche. In caso di dubbio, controlla anche eventuali note su intervalli telaio o modifiche di serie.
Segnali possibili sono screpolature, denti consumati, bordi sfilacciati, rumori anomali dalla distribuzione, difficoltà di avviamento o motore irregolare. Spesso però la cinghia non dà preavvisi evidenti: una rottura può causare gravi danni al motore.
Sì, è un intervento tecnico: richiede fasatura corretta, attrezzi di bloccaggio, tensionamento preciso e rispetto delle procedure del costruttore. Di norma si sostituiscono anche tenditori, rulli e spesso pompa acqua se comandata dalla cinghia. Consigliato un professionista.
L’intervallo dipende dal motore e dalle indicazioni del costruttore, espresse in chilometri o anni. Guida urbana, lunghi periodi di fermo, perdite d’olio o refrigerante e temperature severe possono anticipare la sostituzione. Non superare mai la scadenza prevista.
Codici di riferimento del produttore originale (OE/OEM) per questo ricambio. Cerca il tuo numero OE per confermare la corrispondenza.