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Parti sempre dai dati del veicolo: marca, modello, anno, versione, motore e lato guida se rilevante. Verifica se l’auto usa un filtro antipolline standard, a carboni attivi o antiallergico. La forma del telaio, il numero di pezzi nel kit e il tipo di filtrazione devono coincidere con l’alloggiamento originale.
Confronta il codice OE indicato sul vecchio filtro, sul libretto manutenzione o nel catalogo ricambi con quello riportato nella scheda del prodotto. Controlla anche cilindrata, potenza, codice motore, anno di produzione e varianti come climatizzatore automatico o manuale, perché possono cambiare il filtro previsto.
I segnali tipici sono flusso d’aria debole dalle bocchette, appannamento frequente dei vetri, cattivi odori all’accensione della ventilazione, maggiore rumore della ventola e aria meno pulita in abitacolo. Un filtro molto sporco può affaticare il sistema di climatizzazione e ridurre il comfort.
Di solito è un intervento accessibile, ma la difficoltà dipende dalla posizione: dietro il cassetto portaoggetti, nel vano motore o sotto il cruscotto. Prima di montarlo, osserva il verso del flusso aria indicato dalla freccia, pulisci l’alloggiamento e non piegare il filtro, perché una tenuta errata riduce l’efficacia.
In genere si sostituisce secondo l’intervallo previsto dal costruttore o almeno durante la manutenzione periodica. In città, zone polverose, traffico intenso o uso frequente del climatizzatore può saturarsi prima. Se compaiono odori, vetri appannati o poca ventilazione, conviene anticipare il cambio.