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Il motorino di avviamento è il cuore della messa in moto del tuo veicolo. Quando giri la chiave e avverti solo un 'clic' metallico senza che il motore si avvii, spesso lui è il colpevole. Sostituirlo è un'operazione fattibile per chi possiede una discreta manualità e gli attrezzi giusti, a patto di rispettare rigorosamente le procedure di sicurezza elettrica e meccanica. Seguendo questa guida, potrai eseguire il lavoro come un vero professionista.
La prima regola d'oro in assoluto: scollega sempre il polo negativo (-) della batteria per evitare cortocircuiti pericolosi o inneschi d'incendio. Il motorino di avviamento riceve corrente diretta ad altissimo amperaggio. Isola il morsetto appena rimosso avvolgendolo con un panno o allontanandolo affinché non possa accidentalmente toccare il terminale.
Se il motorino è posizionato nella parte inferiore del blocco motore, solleva l'auto utilizzando esclusivamente i punti di ancoraggio raccomandati dal costruttore. Posiziona saldamente i cavalletti di sicurezza, inserisci una marcia e tira saldamente il freno a mano. Non lavorare mai e in nessun caso sotto un veicolo sostenuto unicamente dal cric idraulico.
Localizza il motorino, generalmente ancorato tra il monoblocco e la campana del cambio. Svita il dado che fissa il cavo principale di potenza (spesso da 13mm) e successivamente rimuovi il connettore o il dado (da 10mm) del cavo di eccitazione del solenoide (morsetto 50). Sposta i cavi di lato con delicatezza per non stressare il rame vecchio.
Individua e svita i bulloni che bloccano il motorino alla campana della trasmissione; di solito sono due o tre e richiedono chiavi da 13mm o 15mm. Utilizza le prolunghe per raggiungere gli spazi angusti. Tieni saldamente il motorino con una mano mentre rimuovi l'ultimo bullone: è un componente in metallo molto pesante e, cadendo, potrebbe danneggiarsi o ferirti.
Estrai con cura il vecchio pezzo, facendo molta attenzione all'eventuale presenza di boccole di centraggio o spessori. Confronta minuziosamente il nuovo ricambio con l'originale verificando fori di fissaggio e sporgenza del pignone. Inserisci il nuovo motorino nella sua sede ed avvita a mano tutti i bulloni per alcuni giri, onde evitare di spanare l'alluminio del blocco motore.
Stringi i bulloni di fissaggio in sequenza incrociata, applicando la coppia di serraggio prevista dal manuale tecnico del tuo veicolo (solitamente tra i 35 e i 45 Nm). Ricollega prima il cavo dell'eccitazione e poi il cavo principale, serrando bene i dadi ma senza applicare troppa forza, altrimenti potresti incrinare il corpo in bachelite del solenoide.
Pulisci i poli della batteria se presentano ossidazione e ricollega il morsetto negativo stringendolo adeguatamente. Controlla accuratamente il vano motore per assicurarti di non aver dimenticato attrezzi. Siediti al posto di guida e gira la chiave di accensione: il motore dovrebbe ora avviarsi in modo immediato ed energico.
Molto probabilmente no, e vale la pena verificarlo prima di spendere soldi. Quel ticchettio rapido e ripetuto è il solenoide che si aggancia e si sgancia in continuazione perché non riceve corrente sufficiente: il sintomo classico di una batteria scarica o di morsetti ossidati o allentati. In officina la prima verifica è sempre la tensione a riposo con un multimetro: una batteria sana segna circa 12,6 volt, sotto i 12 volt è quasi certamente lei la colpevole. Prova anche ad accendere i fari: se sono deboli o si spengono durante il tentativo di avviamento, la conferma è immediata. Il quadro cambia se senti un solo 'clac' secco e poi il silenzio con batteria carica: in quel caso il solenoide lavora ma il motorino non gira, e la sostituzione diventa probabile. Pulisci i morsetti, ricarica o cambia la batteria e riprova prima di ordinare il ricambio.
No, e questo è uno degli errori più comuni che vediamo. I motorini nuovi e i rigenerati di qualità escono dalla fabbrica con la lubrificazione interna già fatta, calibrata per durare l'intera vita del componente. Il pignone lavora dentro la campana del cambio, un ambiente pieno di polvere abrasiva rilasciata dal disco della frizione: uno strato di grasso aggiunto fa da collante per questa polvere e crea nel tempo una pasta densa che rallenta lo scorrimento del pignone sull'albero, fino a farlo incollare. Il risultato tipico è un motorino che gira a vuoto senza ingranare la corona del volano. Limitati a pulire le superfici di accoppiamento e i contatti elettrici, usando eventualmente uno spray specifico per contatti sui terminali. L'unica eccezione è quando il costruttore del ricambio prescrive esplicitamente un grasso specifico su una boccola di supporto: in quel caso segui alla lettera il foglio di istruzioni.
Segui l'ordine di un banco prova: prima la batteria, poi il motorino, infine l'alternatore. Con il motore spento misura la tensione ai poli: una batteria in salute segna circa 12,6 volt; se sei sotto i 12, ricaricala e ripeti il test prima di ogni altra diagnosi. Se la batteria è carica ma girando la chiave il motore non gira fisicamente, o senti solo un 'clac' secco, il responsabile è il motorino di avviamento o il suo solenoide. L'alternatore invece si smaschera diversamente: l'auto parte con i cavi ponte ma si spegne dopo pochi minuti di marcia, oppure la spia rossa della batteria resta accesa mentre guidi. La controprova è la tensione a motore avviato: deve stare tra 13,8 e 14,4 volt; se resta ai valori della batteria, l'alternatore non sta caricando. Questa sequenza ti evita l'errore più costoso: sostituire un componente perfettamente sano.
I segnali più affidabili sono quattro. Il primo è il 'clac' secco e singolo quando giri la chiave, con batteria carica e fari luminosi: il solenoide scatta ma il motore non gira. Il secondo è un rumore metallico stridente all'avviamento, tipico di un pignone con i denti consumati che non ingrana più correttamente la corona del volano. Il terzo è il motorino che frulla a vuoto: senti l'elettromotore girare ma il motore termico resta fermo, segno di ruota libera del pignone esaurita. Il quarto è l'avviamento intermittente: la mattina parte, a caldo no, oppure serve girare la chiave tre o quattro volte; sono le spazzole interne consumate che fanno contatto solo in certe posizioni. Odore di bruciato o fumo dal vano motore durante i tentativi indicano un solenoide o avvolgimenti in corto: fermati subito. Un motorino dura in media 100.000-150.000 km, quindi su auto datate questi sintomi sono più probabili.
Per la maggior parte delle auto il rigenerato è la scelta più razionale. Un motorino rigenerato in fabbrica non è un usato ripulito: viene smontato completamente, riceve spazzole, boccole, ruota libera e spesso solenoide nuovi, poi viene collaudato al banco come un ricambio nuovo e coperto da una garanzia di 12-24 mesi. Il risparmio è concreto: un rigenerato costa in genere 80-250 euro contro i 100-400 euro di un nuovo, cioè il 30-40% in meno a parità di applicazione. Attenzione alla cauzione: al momento dell'acquisto paghi un deposito che ti viene rimborsato quando restituisci il vecchio motorino come reso. Il nuovo resta preferibile su auto recenti ancora in garanzia, su veicoli con start&stop che stressano molto il componente, o quando il rigenerato specifico non è disponibile. In entrambi i casi verifica sempre il codice OE per la compatibilità esatta con il tuo veicolo.
Sì, il vecchio trucco funziona davvero, ma va capito per quello che è: una diagnosi d'emergenza, non una riparazione. Quando le spazzole interne sono consumate o il collettore è sporco, l'indotto può fermarsi in un punto morto dove il contatto elettrico non avviene. Qualche colpo deciso ma non violento sul corpo del motorino, dato con il manico di un martello o una prolunga lunga mentre un aiutante gira la chiave, può smuovere le spazzole quel tanto che basta a ristabilire il contatto e far partire l'auto. Se il trucco funziona, hai la conferma che il motorino è da sostituire a breve: le spazzole non ricrescono e il problema si ripresenterà sempre più spesso, magari nel parcheggio sbagliato. Due avvertenze: colpisci solo il corpo cilindrico, mai il solenoide o i coperchi in plastica, e non esagerare con la forza, perché i magneti permanenti interni possono incrinarsi.
Un motorino di avviamento dura mediamente 100.000-150.000 km, cioè spesso l'intera vita dell'auto. A consumarlo non sono i chilometri ma i cicli di avviamento: chi fa molti tragitti brevi in città lo sostituirà prima di chi macina autostrada. Sui costi, il ricambio incide per 80-250 euro se rigenerato e 100-400 euro se nuovo, a seconda del modello. In officina la manodopera aggiunge 100-300 euro per una-tre ore di lavoro, quindi il conto finale si colloca tipicamente tra 200 e 600 euro. Facendo il lavoro da solo, in 60-120 minuti risparmi tutta la manodopera. Due errori accorciano drasticamente la vita del componente: insistere con tentativi di avviamento oltre 10 secondi consecutivi, che surriscaldano solenoide e avvolgimenti, e lavorare durante la sostituzione senza aver scollegato il polo negativo della batteria, con rischio concreto di cortocircuito che danneggia il motorino nuovo e le centraline.